Vademecum

Anno Scolastico 2014-2015: il vademecum e gli auguri dell’Assessore alla Scuola

Inizio anno scolastico 2014-2015

Piccolo messaggio in bottiglia

Il mattino presto

 

Un tempo, quando ero molto più giovane di adesso, veniva settembre e io pensavo due cose: che ricominciava la scuola e mi sarei dovuto alzare presto al mattino. Pensavo, quel tempo lì, che quando le cose ricominciano si portano sempre dietro la nostalgia di quello che non c’è più, come una specie di mondo perduto. E poi i primi giorni di settembre volavano via, iniziava la scuola e finiva l’estate, il tempo vuoto delle vacanze, che forse s’iniziavano a desiderare ancora, proprio quei giorni lì, quando i giorni tornavano a iniziare presto, al mattino.
Poi, qualche tempo dopo, che ero appena più giovane di adesso, una sera ho preso in mano un libro con alcuni scritti degli indiani d’america e ho letto una cosa sul mattino, che per loro il mattino era il tempo che il mondo è ancora intatto.
E allora io mi sono messo a pensare a queste due cose: al mattino che il mondo è ancora intatto e all’inizio della scuola. E più ci pensavo, più queste due cose diventavano un unico pensiero e questo pensiero suonava e suona anche oggi più o meno così: che il tempo della scuola è il tempo che il mondo è ancora intatto.
Quel tempo cioè che ci sono persone, spesso molto meno giovani di te, che il mondo te lo mettono tra le mani, e ti dicono è tuo, prova a farci qualcosa, prova a scoprirlo, cerca di guardarlo con occhi stupiti, i tuoi occhi, perché un mondo intatto tra le mani, tutto intero, è proprio una cosa che non succede tutti i giorni.
Succede nel mese di settembre, quando ti alzi al mattino presto, ho pensato.
Comune di Castelnovo ne’ Monti
E alla fine, mi sono messo anche a ripensare a quella sensazione di nostalgia, di quando le cose ricominciano e di quando altre finiscono e ti sembra di perdere un mondo.
E ho scoperto, non so se grazie a un certo indiano d’america, che se puoi alzarti presto al mattino, se puoi andare a scuola, non si perde niente, anzi è come se ogni giorno ti fosse restituito un mondo, come se qualcuno te lo portasse in dono.
E quel mondo lì, che qualcuno chiama anche il mondo della scuola, è un mondo ancora intatto, nonostante tutto, un mondo così fragile che non riesci a mandarlo in frantumi, nonostante tutto, un mondo dove succedono delle cose che non succedono tutti i giorni.

 

Come ad esempio:
si ha il diritto di sbagliare
si può fare sempre una domanda in più
i più grandi possono imparare dai più piccoli
si può coltivare anche l’incertezza
non è detto che chi è più veloce arriva prima
non capire a volte è la vera porta della conoscenza
essere almeno un po’ ignoranti è meglio di sapere tutto.
Così, in questo mondo ancora intatto, e forse anche rovesciato, succede che uno trasforma la sua nostalgia in nuovi desideri che è come dire che la trasforma in futuro, il suo e di quelli che ha la fortuna o il destino d’incontrare lungo la strada.
Per questo, oggi che sono molto meno giovane di un tempo, tutti i giorni che mi alzo al mattino presto penso due cose: ho quarant’anni e vado ancora a scuola.
Sono molto contento quando ci penso.
Sono ancora intatto.
Emanuele Ferrari
Assessore alla Scuola e Servizi Educativi
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