Cosa vedere

COSA VEDERE

Il luogo più famoso e suggestivo è sicuramente la Pietra di Bismantova. Venne scalata addirittura da Dante, che la cita nella Divina Commedia, e probabilmente lo ispirò nella descrizione del Monte del Purgatorio.
 «Vassi in Sanleo e discendesi in Noli, montasi su in Bismantova e ’n Cacume con esso i piè; ma qui convien ch’om voli; dico con l’ale snelle e con le piume del gran disio, di retro a quel condotto che speranza mi dava e facea lume.»
Fra gli altri luoghi interessanti citiamo:

I GESSI TRIASSICI

A sud di Bismantova, in prossimità del greto del Secchia, tra i monti Rosso, Carù, Merlo, La Pianellina e il Predale, si possono ammirare spettacolari affioramenti di gessi triassici (tra le rocce più antiche dell’Appennino, oltre 200 milioni di anni) con cavità, doline, inghiottitoi, cristalli di ogni forma e dimensione.

L'EREMO BENEDETTINO

Proprio ai piedi della Pietra di Bismantova sorge un Eremo Benedettino “incastonato” nella roccia, meta di pellegrinaggi già dal 1617.

Le prime notizie dell’Eremo, situato a 947 metri d’altitudine, risalgono al 1411.

Nel 1925 vi si insediò un gruppo di monaci benedettini, provenienti dal Monastero di San Giovanni Evangelista di Parma, che subentrò agli eremiti del Terz’Ordine Francescano.
L’Eremo è stato ricostruito e ampliato nel 1957.

PALAZZO DUCALE

Per qualche secolo, fino alla metà del ‘500, con alterne vicende, il territorio di Castelnovo fu feudo dei Dallo da Bismantova. Subentrarono poi gli Estensi che, per ribadire anche negli ultimi decenni della loro storia il proprio dominio, si costruirono un Palazzo Ducale di notevoli dimensioni nella zona di Bagnolo, all’ingresso da valle del capoluogo.
Palazzo Ducale, sede oggi di sedi distaccate del Comune, è immerso nel verde dei giardini di Bagnolo, piacevole sosta per bambini e adulti.

IL CENTRO STORICO

Il centro storico di Castelnovo, di origine medievale, è stato recentemente ristrutturato. Oltre ad offrire splendidi scorci come quelli del lavatoio o di piazza delle Armi, si è riqualificato anche a livello commerciale, con negozi, bar e ristoranti, tutti creati mantenendo le origini architettoniche della zona.

MONTE CASTELLO

Monte Castello è l’altura che sorge a ridosso del Centro Storico di Castelnovo Monti. Oggi è una delle tre pinete che caratterizzano il centro urbano, insieme a Monte Bagnolo e a Monte Forco. Esse rappresentano un elemento caratteristico del paese. In particolare le prime due sono ricche di percorsi ed itinerari che le rendono fruibili per escursioni o semplici passeggiate. Monte Bagnolo ha un ampio “anello” pianeggiante, attrezzato anche con informazioni sull’importanza del movimento fisico a tutte le età per la salute cardiovascolare e non solo, ed un piccolo parco giochi per i bambini. Monte Castello rappresenta un luogo fortemente identitario per il paese: sulla cima sono presenti i resti di una fortificazione di epoca matildica, che secondo gli studiosi sarebbe quella che dà anche il nome al paese, seguendo in linea temporale il più antico castello che sorgeva sulla Pietra di Bismantova, di fondazione bizantina, poi abbandonato per problemi strutturali. La struttura presente su Monte Castello è stata oggetto in anni recenti di campagne di scavo e di studio.  Così descrive la struttura oggetto di studi l’architetto Walter Baricchi, che ha seguito la genesi del progetto di intervento ed è responsabile del Club Unesco di Reggio: “Si tratta di un antico castello canossano, certamente parte integrante del sistema fortificato delle terre matildiche a controllo sia del principale centro abitato dell’Appennino reggiano che della importante strada per la Toscana attraverso il passo di Pradarena. Attualmente è allo stato di rudere rimanendo l’antica torre e resti delle mura. L’Amministrazione comunale, in collaborazione con il Club Unesco di Reggio Emilia e l’associazione di volontariato Archeomontagna, ha avviato un progetto di recupero e valorizzazione del sito. La storia del castello è molto antica: verso la metà del secolo X la famiglia Canossa aveva esteso il suo dominio nella nostra montagna e, poiché sono nominate in documenti dell’epoca Felina e Malliaco, è giusto pensare che questo dominio si estendesse anche su Bismantova e sul nascente Castelnovo. Tra il 1062 e il 1100 questa famiglia costruì un altro castello, ‘castrum novum’, che doveva poi dare il nome al paese, in contrapposizione al ‘castrum vetus’ che sorgeva su Bismantova. Sul monte fu costruita una torre o guardiola che esiste ancora in parte. Costruito dai Canossa il nuovo castello, questo nel 1111 fu donato da Matilde al monastero di Canossa, insieme con Felina e Sarzano. Ormai il nome nuovo di questo paese entra nei documenti e a poco a poco diventerà popolare. In una bolla di Papa Adriano IV del 1156 vengono confermati a Manfredi, abate di quel monastero, Sarzano e Felina e Castrum Novum cum capella et curte, e lo stesso si dirà in un’altra carta del 1188. Si ha notizia e documentazione dell’esistenza di quattro cunicoli sotterranei che sboccavano ai margini inferiori della pineta o del vecchio borgo”.

LA PIEVE DI CASTELNOVO

Oltre al Centro Storico, nel capoluogo richiama interesse la Pieve. Di origine romanica, ma profondamente alterata alla fine del ‘600, è posta su un colle ai margini dell’abitato.

IL CASTELLO DI FELINA

Nel 1859 a Castelnovo fu aggregata la frazione di Felina, la cui storia trova una prima testimonianza nell’870, quando diviene proprietà di un parente stretto dell’Imperatore Ludovico II.

 

In seguito vive le vicende della casata matildica e mantiene per secoli un ruolo importante, e in qualche modo autonomo, di giurisdizione sul territorio circostante.

 

Del castello rimane un torrione detto “il Salame”. Qui, nel 1409, Michele Attendolo Sforza infisse su una picca la testa del nemico parmense Ottobono Terzi.

I BORGHI, LE CASE A TORRE E LE CHIESE MATILDICHE

Le frazioni che circondano Castelnovo ne’ Monti presentano interessanti nuclei antichi e case a torre. Nominiamo, fra le tante:
  • Pietradura
  • Magonfia
  • Roncroffio e Villaberza nei dintorni di Felina
  • Gagnola, con una interessante chiesa di origine matildica
  • Gombio
  • Maillo
  • Gatta
  • Volgono
  • Frascaro e Burano
  • Ginepreto
  • Maro

 

Scarica le guide del territorio:

Castelnovo ne’ Monti. Capoluogo d’Appennino oggi come ieri

Una guida che illustra il paese, la storia, le sue specificità

La Pietra di Bismantova

Una guida che racconta una delle montagne più famose d’Italia

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