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L’Uomo che cammina torna a percorrere l’Appennino

Categories: Bible,Evidenza

La quinta edizione del NonFestival “L’Uomo Che Cammina”, che si svolge nel weekend tra il 24 e il 26 giugno e ha per tema la wilderness, vede la collaborazione con il Pangea Photo Festival, seconda edizione dell’iniziativa culturale dedicata alle tematiche contemporanee cruciali per il futuro della società e del pianeta, con mostre fotografiche esposte open air in alcuni dei luoghi più suggestivi dell’Appennino Reggiano dal 18 giugno al 18 settembre 2022

CASTELNOVO MONTI – Torna nell’estate 2022, concentrandosi in particolare nel weekend tra il 24 e il 26 giugno, la quinta edizione del NonFestival “L’Uomo Che Cammina”, evento che in questi anni è stato in grado di offrire spunti di riflessione di grande interesse sul rapporto tra l’uomo, l’ambiente naturale e la dimensione del sacro. Quest’anno le attività del NonFestival si dipaneranno tra i comuni di Castelnovo nè Monti, Vetto e Casina, e vedranno appuntamenti teatrali, musicali, letterari, escursionistici, e cinque mostre fotografiche open air grazie alla collaborazione con il Pangea Photo Festival, giunto alla seconda edizione.

Dopo l’ottima riuscita del 2021, in occasione dei 700 anni dalla morte di Dante, L’Uomo Che Cammina si riconferma come un evento di rilievo nazionale” afferma Emanuele Ferrari, Assessore alla Cultura di Castelnovo né Monti. “Abbiamo scelto un tema che crediamo potrà dare suggestioni forti: la quinta edizione sarà infatti incentrata sulla wilderness, il selvaggio in natura come manifestazione del sacro irriducibile alle grammatiche umane, la smisurata grandezza della natura che soverchia la piccolezza dell’uomo, ed esplorerà in particolare l’immaginario della cultura americana, dove questo concetto è nato e cresciuto: da Jack London a Walt Whitman, passando per Thoreau ed Emerson”.

La manifestazione cresce ancora rispetto alle edizioni precedenti e le iniziative sono legate da un immaginario filo rosso: esempi sono la scelta di produrre il nuovo spettacolo teatrale “Questa terra è la mia terra”, diretto e interpretato da Roberto Abbiati, basato su testi di Jack London, e di ospitare all’interno del programma il Pangea Photo Festival, cinque esposizioni di fotografia etica incentrate sull’intervento dell’uomo sulla natura e sulla custodia del pianeta. “Le mostre segneranno il territorio dei Comuni di Castelnovo e di Casina a cui si aggiunge il Comune di Vetto” continua Ferrari. “Questa partnership ci ha visto completare in cinque anni la collaborazione con tutti i Comuni dell’Unione Appennino Reggiano per le attività de L’Uomo Che Cammina”.

Per affrontare in modo ampio e originale il tema della wilderness, nuovo e vecchio mondo saranno chiamati a dialogare sul filo della letteratura anglosassone e del modernismo, con una sezione del NonFestival dedicata alla figura di James Joyce, nel centenario dell’uscita di Ulisse, e all’influenza di Dante – il Sommo Poeta che citò la Pietra di Bismantova nel Purgatorio è sempre un forte legame in questa parte dell’Appennino – e della cultura medievale nella sua opera.

I temi verranno sviluppati attraverso incontri con ospiti di rilievo che renderanno questa edizione imperdibile. Tra loro, l’attore, musicista, illustratore Roberto Abbiati*, il saggista e traduttore Franco Nasi*, il professor Raffaele Milani*, che accompagnerà il pubblico in una camminata con meditazione. Parteciperanno al NonFestival, in diversi momenti, anche la docente e studiosa Anna Maria Carpi*, il professore, saggista e traduttore Enrico Terrinoni*, il professore e traduttore Daniele Benati* e la saggista, drammaturga e specialista di arti visive Laura Falqui*.

LA COLLABORAZIONE CON IL PANGEA PHOTO FESTIVAL

Novità della quinta edizione de L’Uomo Che Cammina è la più stretta collaborazione con il Pangea Photo Festival, iniziativa culturale dedicata a tematiche contemporanee cruciali per il futuro della società e del pianeta, che porterà, da 18 giugno al 18 settembre 2022, in alcuni dei luoghi più suggestivi dell’Appennino Reggiano cinque reportage di autori internazionali che declinano i temi dell’Agenda 2030. Il festival è promosso da un gruppo informale di ragazzi e ragazze nati, cresciuti e residenti nell’Appennino Reggiano, che ha deciso di unirsi per promuovere un’iniziativa di carattere culturale con la finalità sociale di divulgazione di contenuti e storie attraverso le arti visive.

La seconda edizione del Pangea Photo Festiva, sarà completamente outdoor, in un percorso di mostre fotografiche open air che interagiscono con la natura, fruibile 24/7 in modo completamente gratuito, e sarà arricchita da talk con gli artisti, incontri, visite e workshop con gli studenti, collaborazioni con associazioni e realtà locali che andranno ad integrare il programma.

Come per la prima edizione, anche quest’anno saranno coinvolti artisti di levatura internazionale con le seguenti mostre:

·         a Ginepreto, alle pendici della Pietra di Bismantova, “Drowning in plastic”, con fotografie di James Whitlow Delano, documentarista americano con base a Tokyo;

·         alla Pineta di Monte Bagnolo, nel centro di Castelnovo, “Burning dreams” di Carolina Rapezzi, fotografa italiana con base a Londra che si occupa di questioni sociali, umanitarie ed ambientali tra Europa e Africa occidentale;

·         alla Pineta di Casina “Outside the binary” di Linda Bournane Engelberth, fotografa documentarista focalizzata sull’identità umana, sulle identità di genere e sulle comunità rurali;

·         ai Giardini di via Monzani, ancora a Castelnovo, “Lives in limbo” di Francesco Pistilli, fotoreporter e videomaker Abruzzese che si occupa di reportage e ritratto editoriale dai contenuti politici, sociali e ambientali;

·         lungo la salita alla Pietra di Bismantova “God’s Honey” di Nadia Shira Cohen, freelance già stinger per Associated Press, poi per Sipa Press e VII Photo Agency.

I programmi dettagliati del NonFestival L’Uomo Che Cammina e del Pangea Photo Festival saranno resi disponibili nei prossimi giorni, e saranno consultabili sul sito www.uomochecammina.it, il sito del Comune di Castelnovo Monti, il sito www.pangeaphotofestival.it, e sui profili facebook Pangea Photo Festival e L’Uomo Che Cammina.

I protagonisti della 5° edizione de L’Uomo Che Cammina

ROBERTO ABBIATI

Nato a Seregno il 25 settembre 1958, fonda con Bano Ferrari e Carlo Pastori il teatro d’Artificio. Trova una storia straordinaria come quella della prima giraffa di Francia, e ne fa uno spettacolo, Il viaggio di Girafe che porta tutt’ora in giro in Italia e all’estero. Ha recitato nel film “La giusta distanza” di Carlo Mazzacurati. Dalla passione per Moby Dick sono nate le sue illustrazioni per il libro “Un tentativo di balena” (Adelphi) scritto da Matteo Codignola.

FRANCO NASI

Franco Nasi, già docente di Lingue e Letterature anglo-americane all’Università di Modena e Reggio, saggista e traduttore, specializzato in teorie della traduzione: fra le sue pubblicazioni La malinconia del traduttore (Medusa, 2008), Specchi comunicanti (Medusa, 2010), L’artefice aggiunto, Traduzioni estreme (Quodlibet, 2015) e Tradurre l’errore (Quodlibet, 2021).

RAFFAELE MILANI

Raffaele Milani, Direttore del “Laboratorio di ricerca sulle città”, Professore ordinario di Estetica all’Università degli Studi di Bologna e tra i docenti dell’Accademia del Silenzio di Anghiari.

ANNA MARIA CARPI

Anna Maria Carpi ha insegnato letteratura tedesca all’Università di Macerata (1968-80) e alla Ca’ Foscari di Venezia (1980-2009) e dal 2001 traduzione letteraria dal tedesco alla Statale di Milano, autrice di studi su Kleist, Thomas Mann, Handke e la poesia tedesca del ‘900.

ENRICO TERRINONI

Enrico Terrinoni, saggista e traduttore, professore ordinario di letteratura inglese all’Università per Stranieri di Perugia di traduzione all’Università IULM, esperto di teoria e pratica della traduzione che ha lavorato in particolare su Joyce traducendo l’Ulisse

DANIELE BENATI

Daniele Benati, che ha insegnato in varie università in Irlanda e negli Stati Uniti, ha curato “Storie di solitari americani” (Milano, Rizzoli, 2006), ha tradotto racconti di Mark Twain, Jack London, Sherwood Anderson;

LAURA FALQUI

Laura Falqui, saggista, drammaturga e specialista di arti visive, studiosa del Preraffaellitismo inglese: da qualche anno ha portato la sua scrittura creativa verso una forma narrativa, in cui affiorano comunque le passioni per la pittura del secondo Ottocento inglese, la fiaba, il sogno, il nonsense.