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Mercoledì e sabato due “happening” nelle sale espositive dove è in corso la mostra di Alessandro Toni

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Questa settimana sono in programma due eventi di grande interesse nell’ambito della mostra in corso fino al 30 settembre “Il gesto di Ognuno”, con le sculture e i disegni di Alessandro Toni, ospitata nelle sale espositive di Palazzo Ducale in via Roma.
Sale che ospiteranno anche i due appuntamenti a partire da mercoledì 4 settembre, alle 21: una serata che vedrà un incrocio tra autori d’Appennino, dal titolo “Il gesto e la parola, libere risonanze di Crinale”, con Vania Tronconi, Gabriele Agostinelli e Silvano Scaruffi. Vania Tronconi è una cantante e autrice ramisetana; Gabriele Agostinelli è un giovane scrittore di Castelnovo che ha già all’attivo alcuni libri e importanti collaborazioni anche musicali; Silvano Scaruffi è di Ligonchio, e ha già pubblicato diversi libri e molti racconti.
Sabato 7 settembre alle ore 18 invece, sarà presentato il libro “Nasseta, storia di un paese che non c’è”, di e con Rosi Manari. Lo scritto racconta la storia dell’antica Corte di Nasseta, dalla sua donazione da parte di Carlo Magno, nel 781, alla distruzione ad opera dei nobili della valle del Secchia nel 1.444. Una storia che interseca tutte le importanti vicende dell’alto Appennino reggiano, la relazione con le nobili famiglie locali, con i Canossa, il controllo dei valichi appenninici, la toponomastica, le testimonianze orali e la creazione del Livello di Nasseta. Il volume è pubblicato dall’associazione Amanzio Fiorini.
L’esposizione “Il gesto di Ognuno” prosegue fino al 30 settembre, visitabile ogni venerdì, sabato e domenica dalle 16 alle 19. Per informazioni: Biblioteca Crovi, tel. 0522 610204.
Alessandro Toni è nato a Castelnovo Monti nel 1975. Nel 1999 si è iscritto alla scuola di scultura di Canossa guidata dal maestro scultore Vasco Montecchi. Ha poi frequentato corsi tenuti da Mario Pavesi e nel 2005 si è iscritto all’Istituto d’Arte Paolo Toschi di Parma dove ha incontrato Fausto Beretti. Ha conseguito la qualifica di Maestro d’Arte nel 2008 e dal 2010 al 2013 ha collaborato con la scuola di scultura di Canossa insegnando tecniche di lavorazione della pietra. Ha sempre lavorato spostandosi tra i monti dell’Appennino e la pianura. Le sue sculture si ispirano alla storia antica dell’Appennino, ma anche alle “fole” dei vecchi e ai racconti narrati da tempi antichissimi sul territorio. Ispirazioni che l’artista esprime attraverso un’ampia varietà di tecniche e interpretazioni della figura umana.

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