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A Palazzo Ducale dal 10 agosto le opere di Alessandro Toni

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Sabato 10 agosto, alle ore 18 inaugurerà a Palazzo Ducale una nuova esposizione artistica, che resterà poi aperta fino al 30 settembre. “Il gesto di Ognuno” è il titolo della mostra, che propone le opere scultoree e le terrecotte di Alessandro Toni. Un evento che rientra anche nel programma 2019 de L’Uomo che Cammina, NonFestival dedicato al rapporto tra l’uomo e il creato.

Sulla mostra spiega l’Assessore alla cultura Emanuele Ferrari:

Le sculture di Alessandro affondano nel tempo. Di un tempo profondo ma presente ci parlano nel loro alfabeto che rimane silenzioso. Sono i volti perduti della gente di Nasseta, volti di un Appennino che rinasce da un lavoro prezioso di mani che incontrano la materia: dalla pietra all’argilla fino al marmo. Con questa mostra continua il progetto de L’uomo che cammina; c’è infatti nell’opera di Toni un respiro che si muove continuamente tra sacro e natura, un desiderio di immaginare, nel gesto di ognuno, il cammino di una comunità che attraversa le epoche e che prova a costruire futuro, dialogo tra le persone, come ogni volto che si apre alla storia dell’altro. Durante la mostra infatti stiamo predisponendo un calendario di presentazioni ed eventi, dove libri, letture, laboratori per bambini, faranno risuonare le sculture di Alessandro fino alla fiera di San Michele.

Alessandro Toni è nato a Castelnovo Monti nel 1975. Nel 1999 si è iscritto alla scuola di scultura di Canossa guidata dal maestro scultore Vasco Montecchi. Ha poi frequentato corsi tenuti da Mario Pavesi e nel 2005 si è iscritto all’Istituto d’Arte Paolo Toschi di Parma dove ha incontrato Fausto Beretti. Ha conseguito la qualifica di Maestro d’Arte nel 2008 e dal 2010 al 2013 ha collaborato con la scuola di scultura di Canossa insegnando tecniche di lavorazione della pietra agli allievi del secondo anno. Ha sempre lavorato spostandosi tra i monti dell’Appennino e la pianura dove tuttora abita e lavora.

Le sue sculture si ispirano alla storia antica dell’Appennino, ma anche alle “fole” dei vecchi e ai racconti narrati da tempi antichissimi sul territorio, intrecciandosi anche a figure e testi sacri. Ispirazioni che l’artista esprime attraverso un’ampia varietà di tecniche e interpretazioni della figura umana. Le pietre utilizzate per le sculture sono quasi sempre di provenienza appenninica.

La mostra sarà visitabile ogni venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 16 alle 19. Per informazioni: Biblioteca Crovi, tel. 0522 610204.

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