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Dal 20 aprile a Palazzo Ducale la mostra di Gino Gandini e Rina Ferri

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La proposta artistica per il periodo della Pasqua a Castelnovo Monti vedrà ospitata a Palazzo Ducale la mostra di Gino Gandini e Rina Ferri, “Il reale come specchio dell’anima”, dal 20 aprile al 19 maggio. L’inaugurazione sarà domani, sabato, alle ore 16 con accompagnamento musicale a cura dell’Istituto Musicale Peri-Merulo, con Francesco Bergonzani alla chitarra. Successivamente la mostra sarà aperta ogni venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 16 alle 19.
“Una mostra che non riveste solo uno specifico interesse culturale – spiega il curatore Sandro Parmiggiani – e non costituisce solo una rivisitazione della memoria e del fulgore della pittura, ma ci ricorda come il reale, transitando nell’interiorità dell’artista e venendone trasfigurato dal sentimento dello sguardo, possa farsi specchio dell’anima. Nonostante i due artisti più non siano con noi (Gino è scomparso il 25 luglio 2002 e Rina ci ha lasciati l’11 marzo 2006), possiamo aggiungere che questa esposizione è idealmente anche un omaggio al loro amore per la montagna e la collina reggiana, nella quale non casualmente decisero di costruirsi una casa”.
La mostra presenta circa trenta opere dei due artisti, provenienti dalla collezione lasciata agli eredi da Gino e da Rina, oltre a due splendidi dipinti di proprietà del Comune di Castelnovo, acquisiti in occasione delle edizioni del Premio Appennino Reggiano. L’intera esposizione è stata allestita con particolare attenzione alle testimonianze del confronto dei due artisti con la montagna e la collina reggiana.
Aggiunge il Vicesindaco Emanuele Ferrari: “La bellezza, per chi vive l’Appennino e vi abita, vi passa, vi transita, è qualcosa di disponibile.
Come una finestra sempre aperta che lascia entrare e uscire l’aria, la sua luce. La bellezza circonda l’Appennino. Questa accessibilità e questa immensità della bellezza a volte stride con il semplice fatto che noi, cittadini d’Appennino, di questa bellezza non ci accorgiamo. Il problema forse è che abbiamo smesso di guardare. Le immagini del mondo (ovvero il mondo delle immagini), ci passano davanti agli occhi ogni secondo, ci sovrastano, fino a che noi stessi diventiamo gli schermi che dominano l’esistenza quotidiana, e allora non c’è più spazio (e neppure tempo) per l’immaginazione, per costruire immaginando una visione, una prospettiva delle cose (e degli uomini che in quelle cose sono immersi). Ma non tutto è perduto. Esiste ancora il cammino dell’arte, la sua finestra aperta sul mondo. Esistono gli artisti, che ci insegnano a guardare, e in questo modo ci consegnano la possibilità di vedere”.
Per informazioni: Biblioteca Crovi tel. 0522 610204.

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