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Dal 22 settembre a Palazzo Ducale la nuova mostra di Corrado Tamburini “Bianco Crudele”

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Si intitola “Bianco Crudele” l’esposizione con dipinti, installazioni e opere di Corrado Tamburini che sarò ospitata nelle ex scuderie di Palazzo Ducale, a Castelnovo Monti, da sabato 22 settembre fino a domenica 14 ottobre. La mostra è a cura di Nila Shabnam Bonetti. L’inaugurazione avverrà sabato alle ore 18, con una performance narrativa a cura dello stesso Tamburini. Un ulteriore evento collaterale alla mostra si svolgerà sabato 13 ottobre, alle ore 17: “La preghiera delle mucche” sarà una performance narrativa itinerante, dalla Biblioteca Crovi a Palazzo Ducale, di nuovo a cura dell’artista. Le opere di Tamburini, dipinti, accumulazioni, installazioni spesso realizzare con materiali naturali o di recupero, hanno da sempre uno stretto rapporto con il racconto e la narrazione. Tanto che una sua precedente esposizione a Palazzo Ducale si intitolava proprio “Arcunta”, un termine in dialetto, anche a significare il forte legame con il territorio, le sue leggende e i suoi racconti tradizionali.
Su questa esposizione afferma l’Assessore alla cultura di Castelnovo, Emanuele Ferrari: “Da sempre nella ricerca di Corrado risuona la voce di un tempo arcano, scandito più dal ritmo della natura che dal lavoro dell’uomo. La sua pittura è fatta di segni quasi primitivi, di materia più che di materiali. C’è uno slancio etico nel suo discorso, nel suo racconto dello stato delle cose: l’uomo come il più pericoloso dei predatori, i meccanismi della produzione che accecano l’umanità in un miraggio di profitto che si rivela come distruzione. Questo bianco che cancella, questo bianco crudele da cui forse possiamo ripartire, in una visione ecologica radicale, forse”.
Tamburini risiede e lavora in Appennino, a Montecastagneto di Castelnovo Monti, e oltre alla pittura da alcuni anni si occupa anche di scultura e land art.
Così descrive il significato della mostra Bianco Crudele: “Il bagliore del bianco acceca ed impedisce alla mente di vedere. Bambino. Avevo una meta da raggiungere con la mia bicicletta senza freni. Una stalla abbandonata dove, si raccontava, si potessero ancora osservare i resti di alcune mucche lasciate morire di stenti. Da tempo cercavo l’occasione ed il coraggio per andare a verificare. Non appena riuscii, a fatica, ad affacciarmi ad una finestra laterale le vidi. Erano davvero i resti di diverse mucche, ancora allineate nelle loro poste e legate a una corta catena di ferro. Teschi, corna, ossa, code e brandelli di pelle rinsecchita stesa sugli scheletri. Nessun odore. Solo una scena spettrale, immersa in una silenziosa e immobile atmosfera di polvere e ragnatele. Non ricordo di aver provato compassione per quelle povere bestie lasciate morire di fame e sete da un proprietario disgraziato. Non ero ancora in grado di vedere. Oggi invece lo posso fare. La consapevolezza dello stato reale delle cose non mi permette più di chiudere gli occhi. Vedo la tristezza e la sofferenza di tutte le mucche sfruttate senza pietà dall’industria alimentare per la produzione di carne e latte”. E conclude: “In Africa, nei parchi nazionali della Tanzania, ho visto il mondo com’era e come dovrebbe essere. Migliaia e migliaia di animali liberi e sereni. Ho visto mucche pascolare insieme a zebre e bufali e Masai convivere silenziosamente con gli animali selvatici senza rubare il loro spazio vitale. Il paradiso delle bestie. E sogno sempre e ancora un mondo in cui a tutti gli esseri viventi sia garantita la possibilità di una vita felice”.
L’esposizione sarà visitabile ogni venerdì, sabato e domenica, dalle ore 15.30 alle 18.30 (per informazioni, Biblioteca Crovi, tel. 0522 610204, biblioteca@comune.castelnovo-nemonti.re.it).

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