NEWS

Tre giorni dedicati all’Uomo che cammina, a Bismantova, e al nostro rapporto con la natura a fine giugno

Categories: News Eventi

È stata presentata questa mattina in Municipio a Castelnovo l’iniziativa L’uomo che cammina – Non Festival di Sacro e Natura. Si tratta di un evento della durata di tre giorni, il 29 e 30 giugno, e il 1 luglio, dedicato a Bismantova, preannunciato già alcune settimane fa quando vennero illustrati i progetti di recupero dell’Eremo, la cui proprietà è stata di recente ceduta al Parco nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano. Tre giorni dedicati alla Pietra ma non solo: verranno coinvolte anche le borgate rurali attorno alle pendici della rupe, il centro di Castelnovo Monti, e anche i Comuni di Villa Minozzo e Vetto, a testimonianza del valore sovracomunale, di simbolo dell’intero Appennino, che la montagna dantesca riveste.
Questa mattina ne hanno parlato Emanuele Ferrari, Assessore alla Cultura di Castelnovo, Fausto Giovanelli, Presidente del Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, Giovanni Mareggini, Direttore artistico di L’uomo che cammina, Monsignor Tiziano Ghirelli, direttore dell’ufficio per i Beni Culturali della diocesi di Reggio Emilia – Guastalla, e Don Evangelista Margini, Parroco di Castelnovo Monti.
Il Non Festival ha l’obiettivo di avviare un percorso culturale di accompagnamento della riqualificazione dell’eremo, per la quale sono in partenza i primi lavori. Il programma dei tre giorni intende proporre una riflessione sulla relazione Uomo Sacro Natura, guardando anche ai temi della sostenibilità, che assumono centralità per un territorio che ormai da 3 anni (era il 9 giugno 2015) è area Mab Unesco.
Ha spiegato Ferrari: “L’Eremo è il segno e lo spazio concreto di un incontro e un dialogo continuo tra Uomo, Sacro e Natura. Per celebrare questo luogo, e il progetto per il suo recupero, presentiamo un lavoro intenso di mesi, un lavoro prezioso di cucitura e collaborazione tra enti, istituzioni, associazioni, laiche e religiose, un’idea condivisa che speriamo possa portare alla luce l’anima di un territorio, la sua profondità e la sua bellezza. Non Festival è un cammino che non vuole ridursi ai suoi eventi. Vuole andare oltre e restare in ciascuno anche dopo. Abbiamo pensato di mettere in scena una festa silenziosa che ha come teatro il nostro paesaggio, i suoi segni del tempo, le sue storie, ma per raccogliere da qui anche i semi del futuro. Quello che possiamo e vogliamo disegnare insieme, con tutti quelli che vorranno camminare con noi”.
Ha poi aggiunto Fausto Giovanelli: “Mentre si stanno perfezionando le procedure per l’affidamento dei lavori sull’Eremo, che inizieranno entro settembre, diamo corpo e continuità all’impegno di fare di Bismantova un luogo di testimonianza, cultura e custodia del creato. Lo abbiamo fatto nei mesi scorsi, a partire da Marola, insieme a Università, studiosi ed espressioni artistiche e musicali.
Questa volta lo facciamo attraverso la preziosa e creativa ideazione e collaborazione da parte degli enti locali: prende il via una straordinaria “tre giorni” di azioni ed eventi, che si allargano al territorio di Castelnovo Monti, Villa Minozzo e Vetto e alla partecipazione di persone e associazioni, delle comunità locali e della più ampia cerchia di attenzione e interesse che sempre di più che si raccoglie anche da lontano,attorno Bismantova. Ci saranno protagonisti, linguaggio e contenuti diversi, inediti, di qualità, indirizzati a mettere a fuoco tutte le dimensioni, in primis quella etica, spirituale e religiosa, della sostenibilità, che è la sfida del secolo ed è nostra primaria responsabilità verso le future generazioni”.
Giovanni Mareggini ha spiegato che “abbiamo accolto da subito la sfida di questo progetto in maniera positiva: per il Teatro Bismantova lavorare insieme e a stretto contatto con il territorio è sempre stato un obiettivo primario. Insieme al Parco abbiamo già proposto la Missa Gaia con Amanda Sandrelli e la meditazione sull’enciclica Laudato Sì, su questo tema del rapporto tra uomo, natura e sacro. Il nome del Non Festival, L’uomo che cammina, nasce da un libro pubblicato qualche anno fa di Christian Bobin, pubblicato dal Monastero di Bose, che per la prima volta in Italia sarà oggetto di un adattamento teatrale in conclusione dei tre giorni di iniziative”.

Don Evangelista si è detto “grato per questa iniziativa. Il camminare ci dà tempo per pensare, per riflettere, per avvicinarci a una dimensione religiosa in senso molto ampio. Camminare è un invito a incontrarsi, a dialogare, e ogni tanto anche a fermarsi”.

Ha concluso Monsignor Ghirelli: “Anche io non posso che ringraziare tutti i soggetti coinvolti in questo progetto di grande valore, di alto livello culturale ma che avrà la capacità di coinvolgere tutta la comunità. Questo lavoro di unione tra risorse non è affatto scontato. Una iniziativa che fin dal titolo rimanda anche ad aspetti liturgici: la liturgia ha una valenza che è di “mandato”, per affrontare un cammino, un percorso quotidiano. In questo caso un cammino che analizza rapporto tra natura e dimensione spirituale, che è componente determinante della natura umana, indipendentemente dal fatto che una persona scelga poi di porsi di fronte al mistero di Dio. Anche come Chiesa dobbiamo ricordare che il rapporto tra sacro e natura significa non chiudersi in recinti ecclesiastici, ma invece uscire da questi. Infine questa iniziativa mette in luce la preziosità del nostro territorio che è un museo diffuso, con pievi, chiese, dipinti, per non parlare del paesaggio”.

L’UOMO CHE CAMMINA

Sarà un incontro tra culture diverse e diversi modi di vedere questo luogo, più che un evento davvero un cammino, con il filo conduttore dell’ambiente, la sostenibilità, il rapporto tra l’uomo, il sacro e la natura. Tre giorni di cammini fisici, reali, percorsi attorno e sulla Pietra, iniziative musicali e artistiche. Non Festival perché lontani da elenco di attività e di ospiti, ma tre giorni con poche cose seguendo le ore canoniche della giornata monastica.
Un percorso tra momenti di meditazione, lectio magistralis, la collaborazione con il Museo Diocesano per la mostra di Sergio Padovani a Palazzo Ducale che sarà inaugurata nei tre giorni, il coinvolgimento Ermanio Beretti e ArteUmanze con un progetto dedicato ai bambini e costruito con loro, un “periplo” verso Bismantova, una parte musicale sulla musica sacra, incrociata con testi sacri e testi letterari, ci sarà una iniziativa nell’ambiente dei Gessi triassici con il Teatro delle Albe e la partecipazione di musicisti senegalesi, una lectio del Maestro zen Taiten Guareschi, n intervento di don Giordano Goccini, che creerà anche un collegamento con il Sinodo dei giovani in Vaticano di quest’anno, che sarà anch’esso basato sull’idea di Cammino.
Il manifesto è opera dell’artista Corrado Tagliati che ha anche donato una serie di cartoline realizzate appositamente per l’evento.
La proposta espositiva a Palazzo ducale di Sergio Padovani, artista modenese giovane ma già riconosciuto anche a livello internazionale, sarà la mostra “Vis Mentùa”, curata da Francesca Baboni e Stefano Taddei, una ricerca artistica sulla base di un contatto e una riscoperta delle chiese della montagna con opere tutte inedite. Opere su una religiosità che rimanda anche ai culti antichi e dei misteri del creato. Dodici opere più una, dedicate ai Santi a cui sono dedicate chiese presenti sul territorio. Una esposizione che vuole essere anche un invito poi ad andare a visitare queste chiese.
SI ALLEGA UN PROGRAMMA DI MASSIMA CHE POTREBBE SUBIRE ALCUNE INTEGRAZIONI FINALI

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Continuando la navigazione o scorrendo la pagina accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Più informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi