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Domenica 8 ottobre la prima Festa dei Popoli, dedicata a chi oggi è montanaro per scelta

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CASTELNOVO MONTI – Una grande festa per l’incontro, la conoscenza, lo scambio di culture e tradizioni, e per la scoperta reciproca. Un momento contro la paura, i luoghi comuni, la pigrizia. Tutto questo sarà la Festa dei Popoli, organizzata per domenica 8 ottobre, frutto di una grande collaborazione tra il Comune di Castelnovo Monti, il Gaom (Gruppo Amici Ospedali Missionari), la Caritas, l’Unitalsi, l’Associazione Vogliamo la Luna, la Scuola di Formazione Teologica Appennino Reggiano, Associazione Appennino 2.0, Croce Verde di Castelnovo Monti, Banda Musicale di Felina e Oratorio Don Bosco. E soprattutto, all’iniziativa collaborano i rappresentanti di tutti i gruppi etnici e nazionali presenti sul territorio di Castelnovo e dell’Appennino, che in questa giornata si presenteranno attraverso le associazioni che li rappresentano, e ancor di più attraverso i loro usi, le loro espressioni artistiche, i piatti tipici. Comunità del Maghreb e di altre zone dell’Africa, dell’Asia, dell’Europa balcanica e dell’est, e altre che sono presenti sul territorio da anni, anche attraverso percorsi di integrazione che hanno reso molte di queste persone dei veri “montanari”, condividendo le difficoltà, le battaglie quotidiane per mantenere vivo il territorio. La festa è stata presentata in Municipio a Castelnovo dal vice Sindaco e Assessore alla Cultura Emanuele Ferrari, il Presidente del Gaom Alberto Campari, il Presidente della Commissione comunale Sicurezza Sociale Robertino Ugolotti.

“L’idea di organizzare una “Festa dei Popoli” – ha spiegato Campari – nasce dal bisogno crescente di vivere la nostra comunità, in grande evoluzione e ricca di tante diversità, come una famiglia. In particolar modo, ci è di grande stimolo l’esempio della casa famiglia che il Gaom gestisce in Etiopia a Shashemene, dove i ragazzi di strada provengono da culture, storie, tradizioni e religioni molto differenti fra di loro, ma convivono come fratelli. L’esigenza di organizzare questa festa racchiude in sé obiettivi ben precisi: diventare un progetto condiviso con le diverse realtà della nostra comunità, sociali, culturali, religiose, di associazionismo, per fare famiglia tra di noi; coinvolgere sempre di più le comunità straniere presenti sul nostro territorio, perché non siano presenze a sé stanti, ma parte viva della società; diventare l’inizio di un percorso, e non restare un evento isolato; lavorare su ciò che ci unisce”.

E conclude: “Il senso della giornata vorrebbe essere quello di incontrarci e camminare insieme, iniziare un cammino comune, dando al paese un segno di unità e confronto. Diversi momenti della festa saranno accompagnati dalla Banda Musicale di Felina con brani di diverse parti del mondo. Il tema della giornata sarà la Famiglia. Ogni comunità partecipante avrà la possibilità di presentare la cultura del proprio Paese con abiti tradizionali, piatti tipici o altro. Al Centro interparrocchiale ogni comunità avrà a disposizione un proprio spazio da allestire per riproporre al visitatore l’ambiente tipico di quel Paese”.

Aggiunge l’Assessore alla Cultura di Castelnovo, Emanuele Ferrari: “Una festa che è già un cammino, che comincia peraltro nel giorno in cui si commemora il naufragio di Lampedusa del 2013, in cui morirono 368 migranti. Quello condiviso nei mesi scorsi col Gaom, le associazioni del territorio e le tante e diverse comunità di cittadini che vengono da lontano ma che da tempo hanno scelto di vivere qui, di costruire futuro per sé e per le loro famiglie. Vogliamo continuare questo cammino. Vogliamo conoscerci ancora meglio. Vogliamo riconoscerci, fuori da facili stereotipi. E coltivare le reciproche differenze, le radici con i sogni, la forza con la fragilità. Siamo all’inizio. Ma continueremo su questa strada. Perché è necessario. Perché è bello”.

Per Ugolotti “progetti come questi sono molto importanti perché rafforzano il senso di comunità, e una comunità unita è per sua natura più sicura. Credo sia un segnale importante del percorso che si sta affrontando nella direzione del dialogo e dell’integrazione, che ovviamente non è semplice ma è assolutamente fondamentale”.

Il programma della giornata prevede l’8 ottobre il ritrovo alle 14.30 in piazza Gramsci, da dove alle ore 15 si partirà a piedi per arrivare al Centro Interparrocchiale – Oratorio don Bosco. Qui dalle 15.40 è prevista l’apertura degli stand dei vari gruppi rappresentati, e nel pomeriggio ci saranno esibizioni con musica e canti tradizionali.

Per informazioni è possibile contattare il Centro Interparrocchiale Don Bosco, tel. 0522 1848321, mail oratoriocastelnovo@gmail.com.

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