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Progetto per l’organizzazione di attività formative per i tecnici comunali ed i progettisti liberi professionisti operanti sul territorio dell’Unione

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Il modulo per la preiscrizione
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Il programma dell’incontro del 7 aprile sull’abbattimento delle barriere architettoniche
programma corso La progettazione inclusiva_150403092259

Nell’attuale fase economica, che vede una diffusa difficoltà negli investimenti, in particolare nel settore immobiliare, si ritiene importante porre l’attenzione sulla tutela, sviluppo e valorizzazione del territorio, ed in particolare sul paesaggio, quale principale risorsa del contesto montano, nonché sulla tutela del patrimonio storico ed archeologico, ulteriore possibile volano di sviluppo turistico e di promozione territoriale. Ciò al fine di migliorare la qualità delle trasformazioni del territorio e del costruire, inteso non come mero atto speculativo di pochi, ma come elemento di crescita e sviluppo sociale. A ciò si lega la necessità di sviluppare la sensibilità dei progettisti, pubblici e privati, sul valore collettivo dell’architettura dei luoghi, e sulla conseguente esigenza di non ridurre la progettazione ad un mero adempimento normativo, ma di cogliere e sviluppare i valori che sottendono alle norme stesse. In primo luogo in merito alla tutela della sicurezza e del benessere delle persone inteso in senso ampio, come il diritto di poter fruire gli spazi indipendentemente dalle proprie capacità fisiche e motorie, o come il diritto di tutti di vivere in un luogo “bello”.

Gli argomenti:

Riprendendo un’attività di formazione/informazione già avviata dal Comune di Castelnovo ne’ Monti negli ultimi anni, e con l’intento di estenderla a tutti i Comuni dell’Unione, si ritiene di affrontare o riprendere per l’anno 2015, i seguenti argomenti:

Tutela della potenzialità archeologica del territorio.
La progettazione in contesti di vincolo paesaggistico.
La progettazione in contesti di vincolo storico-culturale.
La progettazione inclusiva.

Si richiederà la collaborazione dei collegi ed ordini professionali, anche per consentire il riconoscimento di crediti formativi ai partecipanti.

1) Tutela della potenzialità archeologica del territorio. Data svolgimento: 17 APRILE

Il PTCP 2010 della Provincia di Reggio Emilia, stabilisce che i Comuni, in sede di formazione e adozione degli strumenti urbanistici generali o di varianti di adeguamento al PTCP, debbano provvedere:
1) a recepire le individuazioni dei beni d’interesse storico-archeologico e la relativa disciplina di tutela e valorizzazione;
2) approfondire l’analisi del sistema insediativo storico-archeologico, previa consultazione con la competente Soprintendenza per i Beni Archeologici, individuando gli ulteriori beni storico-archeologici contenuti nel Quadro Conoscitivo, specificando la relativa disciplina di tutela e valorizzazione;
3) redigere, per ambiti significativi, la “Carta delle potenzialità archeologica” secondo le indicazioni contenute nelle linee guida.
Inoltre la Regione Emilia Romagna nel marzo 2014 ha approvato le “LINEE GUIDA PER L’ELABORAZIONE DELLA CARTA DELLE POTENZIALITA’ ARCHEOLOGICHE DEL TERRITORIO”.
Il Comune di Castelnovo ha già elaborato la Carta delle potenzialità archeologiche in sede di adozione della 4° variante al PSC, nel dicembre 2013, gli altri comuni stanno progressivamente provvedendo alla sua elaborazione.
Questo importante passaggio nella pianificazione urbanistica, consente di avere a disposizione gli strumenti di supporto, al livello previsionale, per conciliare la tutela del patrimonio archeologico con le esigenze operative delle attività che comportano lavori di scavo, da quelle edilizie a quelle estrattive, fino alle grandi opere infrastrutturali.
Come detto si tratta di strumenti di supporto, i quali comportano la necessità di svolgere una serie di verifiche ed approfondimenti preventivi agli interventi, differenziati in relazione alla potenzialità archeologica individuata, in stretta collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici competente per territorio.
Trattandosi di una materia nuova per i progettisti, si ritiene importante svolgere un’attività informativa sul lavoro svolto, sui risultati ottenuti, e sugli elaborati redatti, nonché attività formativa sulle modalità di utilizzo degli strumenti a disposizione e sulle procedure da attuare, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici.
Si prevede pertanto di organizzare un seminario della durata di 4 ore con i seguenti contenuti:

Orario Relatore Argomento
8.30 Registrazione partecipanti
9.00 Sindaco Presentazione
9.15 Dott. Daniela Locatelli (Funzionario Soprintendenza per i Beni Archeologici) Introduzione argomento
9.30 Arch. Elisabetta Cavazza Presentazione delle Linee guida provinciali e regionali.
Illustrazione delle analisi svolte per l’integrazione del quadro conoscitivo del PSC di Castelnovo ne’ Monti.
10.00 Archeologo Iames Tirabassi Illustrazione del sistema insediativo storico-archeologico e delle potenzialità archeologiche del territorio
11.00 Arch. Elisabetta Cavazza Norme di tutela delle potenzialità archeologiche del territorio
11.30 Dott. Daniela Locatelli (Funzionario Soprintendenza per i Beni Archeologici) Procedure di verifica preventiva
12.30 Dibattito
12.45 Sindaco Chiusura dei lavori e saluti

2) La progettazione in contesti di vincolo paesaggistico. Data svolgimento: 8 MAGGIO
Poiché il territorio dell’appennino reggiano è interessato da diversi vincoli paesaggistici, si rende opportuno riprendere l’attività formativa in merito all’approccio progettuale da tenere in relazione al valore tutelato, nonché alle modalità di redazione della relazione paesaggistica.
Si prevede pertanto di organizzare un seminario della durata di 4 ore, in stretto collegamento con il seminario inerente la tutela della potenzialità archeologica ed in collaborazione con la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici e la Regione, con i seguenti contenuti:

Orario Relatore Argomento
8.00 Registrazione partecipanti
8.30 Sindaco Presentazione
9.00 Dott.ssa Anna Mele (Regione Emilia Romagna) Introduzione al quadro normativo
9.30 Arch. Elisabetta Cavazza Elaborazione della Relazione paesaggistica: finalità, strumenti e contenuti. Illustrazione di criticità ed esperienze.
10,30 Arch. Emanuela Storchi (Funzionario Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici) La struttura organizzativa del Ministero dei Beni Culturali: la Direzione Regionale – la Soprintendenza;
Le Procedure:
La tutela paesaggistica: normativa e aspetti procedurali;

L’approccio progettuale negli ambiti di tutela.
L’uso del colore.
Criticità ed esperienze.

Parte terza del Codice – Beni paesaggistici:
Cosa è un vincolo paesaggistico e dove leggerlo:
Art. 142 del D.Lgs. 42/2004 e s.m.i.
Art. 136 del D.Lgs. 42/2004 e s.m.i
Art. 146 del D.Lgs. 42/2004 e s.m.i. e procedura semplificata;
Differenziazione tra un vincolo ministeriale e zone vincolate dagli strumenti urbanistici;
Cenni sugli abusi edilizi (art.167 del D.Lgs. 42/2004 e s.m.i.).
12.00 Dott.ssa Anna Mele (Regione Emilia Romagna) L’evoluzione in atto nel quadro normativo.
12.30 Dibattito
13.00 Sindaco Chiusura dei lavori e saluti

La progettazione in contesti di vincolo storico-culturale. Data svolgimento: 26 MAGGIO

Al fine di garantire la tutela del patrimonio edilizio storico-culturale, si ritiene opportuno approfondire i temi legislativi, mediante un seminario della durata di 4 ore, in stretto collegamento con i seminari di cui ai precedenti punti ed in collaborazione con la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, e con il CRIBA (Centro Regionale di Informazione sul Benessere Ambientale), per affrontare il delicato tema del rapporto tra l’esigenza di tutela e la necessità di assicurare la fruizione dei beni culturali.
Si prevedono i seguenti contenuti:

Orario Relatore Argomento
8.30 Registrazione partecipanti
9.00 Sindaco Presentazione
09.15 Arch. Emanuela Storchi (Funzionario Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici) Codice dei beni culturali e del paesaggio:
Parte seconda – Beni culturali:
Cos’è un vincolo monumentale e dove leggerlo:
Art. 10 del D.Lgs.42/2004 e s.m.i. – Beni culturali;
Art. 12 del D.Lgs.42/2004 e s.m.i. – Verifica dell’interesse culturale;
Art. 21 del D.Lgs.42/2004 e s.m.i. – Interventi soggetti ad autorizzazione;
Art. 27 del D.Lgs.42/2004 e s.m.i. – situazioni di urgenza.
11.00 Dr.ssa Alessia Planeta Direttore CRIBA Relazione tra l’esigenza di tutela culturale e paesaggistica ed il superamento delle barriere architettoniche.
12.30 Dibattito
13.00 Sindaco Chiusura dei lavori e saluti

4) La progettazione inclusiva.

L’approccio progettuale negli interventi edilizi di nuova costruzione o di ristrutturazione, così come negli interventi di arredo urbano o delle infrastrutture, spesso si riduce ad una mera applicazione delle disposizioni normative, senza una vera sensibilità nei confronti del tema della fruibilità delle opere stesse da parte di tutti i cittadini/utenti.
L’argomento diviene particolarmente importante nelle aree pubbliche e nei percorsi urbani, in un territorio difficile come quello montano, dove le pendenze ed i dislivelli creano a volte ostacoli insormontabili.
Si ritiene pertanto di avviare una concreta collaborazione con il CRIBA (Centro Regionale di Informazione sul Benessere Ambientale) per organizzare un percorso di formazione e sensibilizzazione dei progettisti pubblici e privati, sul tema dell’inclusione.
Le modalità ed i contenuti del percorso formativo, concordati con il CRIBA, sono i seguenti.

Titolo: La valutazione ambientale: normativa e competenze individuali al servizio del benessere delle persone.

Destinatari: Tecnici comunali, progettisti privati coinvolti nella valutazione ideazione e redazione di progetti e attività edilizie abitative, commerciali ed urbanistiche.

Obiettivi: Supportare chi, nella pratica professionale o personale, si trova a confrontarsi con i temi dell’accessibilità, in particolare con i mille dubbi e le questioni irrisolte che passano dalle maglie larghe della normativa.
L’Italia ha una legge sulle barriere architettoniche estremamente dettagliata, frutto di uno studio lungo e di dibattiti con esperti, purtroppo però risale a oltre vent’anni fa, e necessariamente non tiene conto dell’evoluzione tecnologica, per non parlare del mutamento culturale alla base della classificazione non più della disabilità, ma del funzionamento, che definisce l’ambiente esterno come barriera o facilitatore.
Con l’esperienza si è visto che l’apparente minuziosità prescrittiva della norma ha limitato lo sviluppo di una cultura dell’accessibilità, sia da parte dei progettisti incaricati di disegnare i vari interventi, sia da parte di coloro ai quali la norma stessa demanda il controllo e la validazione.
L’affidarsi alle specifiche tecniche ha, infatti, portato a trascurare l’obiettivo primario della prestazione ed alla validazione di soluzioni non pratiche in alcuni casi, alla mancata sanzione e ad un uso della deroga come licenza generale di non intervento.
Inoltre, alcune previsioni del decreto 236/89, si sono dimostrate inadeguate e rivedibili alla luce dell’esperienza, da qui la necessità di offrire spunti di riflessione, esempi pratici e suggerimenti che aiutino a recuperare un ruolo attivo (e proattivo) sia nella progettazione che nella validazione dei progetti.
Il ciclo d’incontri proposto intende restituire ai soggetti, che per ruolo e professioni, hanno responsabilità definite nella creazione e modifica dell’ambiente casa o ambiente città, la visione analitica e critica delle proposte, la consapevolezza delle scelte e delle loro conseguenze e la capacità di inserire ogni attività sull’ambiente, nel contesto più ampio dell’inclusione e del benessere ambientale per tutti, ed in particolare per quelle categorie per cui l’ambiente facilitatore fa la differenza nella qualità di vita: anziani e persone con disabilità.

Metodologia: Si propongono più incontri (idealmente 2 mezze giornate teoriche e 2 di laboratorio workshop) nei quali lezioni frontali (benché interattive) si alternano a esercizi, laboratorio pratico ( esercitarsi a vedere: visita di alcuni luoghi da valutare, capire le esigenze: sperimentazione della disabilità, racconto di esperienze ecc) e project work.
Il workshop è un’esperienza pratica di progettazione e/ o valutazione in gruppi.

Programma:
Incontro 1 (7 ore) Data svolgimento: 7 APRILE
sede: Sala del Consiglio comunale
Contestualizzazione: durata 3 ore Dr.ssa Alessia Planeta Direttore CRIBA

Argomenti:
Contestualizzazione del benessere ambientale e della disabilità come eventualità che riguarda tutti, prima o poi e in diversa misura.
La normativa attuale: dall’abbattimento barriere architettoniche a diritti esigibili tutelati dalla legge nazionale. Le barriere architettoniche discriminano: la legge 67/2006.
Responsabilità dell’ente pubblico. Oltre la norma: cosa si può fare?

Edilizia Privata: durata 4 ore Designer specializzato in accessibilità Leris Fantini
Il progetto abitativo: cosa guardare per promuovere la vivibilità indipendente.
Esercizi: discussione su casi concreti ed esempi pratici, prove di valutazione ambientale. Questioni irrisolte e dubbi interpretativi.

Incontro 2: (8 ore) Data svolgimento: 22 APRILE
La città: Pianificazione urbana e accessibilità: mobilità, esercizi commerciali, luoghi di attività ricettive e culturali. Edifici pubblici e aperti al pubblico Architetto Piera Nobili , Architetto Livia Porro

PAU e PEBA, normativa. Designer Leris Fantini

Esercizi: discussione su casi concreti ed esempi pratici, prove di valutazione ambientale. Questioni irrisolte e dubbi interpretativi.
Ogni sessione sarà alternata da formazione diretta e interattiva nei luoghi adiacenti lo spazio dove si svolge la formazione

Incontro 3: (7 ore) Data svolgimento: 27 APRILE
Laboratorio: durata 4 ore Architetto Piera Nobili , Architetto Livia Porro
Designer Leris Fantini Geom. Silvia Trolli

Vivere la città: cosa guardare 3 ore circa in esterni 1 ora in aula
Discussione collettiva e raccolta di proposte per la soluzione dei problemi evidenziati.

Project work: 3 ore + lavoro a distanza
Prosieguo discussione del mattino. Assegnazione di progetti da redigere/valutazione di casi.
La restituzione del project work avverrà per e mail, la valutazione dei project work avverrà in un incontro di follow up a tre settimane dalla conclusione del corso. Durante questo incontro si raccoglieranno domande, istanze e si verificano eventuali “benefici” tratti dal corso. Si consegna la raccolta del materiale didattico e si presentano i servizi e le risorse a supporto dei contenuti trattati.
Dr.ssa Alessia Planeta
Arch Piera Nobili
Arch. Livia Porro
Designer Leris Fantini

Incontro 4: (4 ore) – Data svolgimento: 14 MAGGIO
Presentazione e discussione dei project work

Ultimo aggiornamento: 03/04/2015

Amministrazione
Gli uffici comunali
URP
Regolamenti
Privacy
Lo statuto
Albo pretorio
Amministrazione trasparente
Pianificazione territoriale
Protezione Civile

Il vademecum con numeri e consigli utili

Sportello unico edilizia
Promozione del territorio
S.U.A.P.
Lavori Pubblici
Ambiente
Qualità e Certificazioni ambientali
Comitato Unico di Garanzia
Lavoro e Concorsi

Concorsi
Esiti concorsi
Dati relativi alle procedure selettive

Bandi di gara
Bandi scaduti e aggiudicazione
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